Temperatura ideale in casa ma il disagio resta: ecco le cause di questa sensazione insolita

Temperatura ideale in casa ma il disagio resta: ecco le cause di questa sensazione insolita

Matteo Casini

Gennaio 14, 2026

L’aria è fresca, il termometro segna 21 gradi, ma non si percepisce affatto caldo. Succede spesso a chi ha passato un inverno in casa: il numero sul termostato non corrisponde mai, o quasi, al comfort percepito. Non è solo questione di cifre sul pannello, ma di un mix di fattori che influiscono sulla nostra sensazione di caldo o freddo. Chi vive in città se n’accorge bene, specialmente durante le stagioni più rigide o di passaggio.

Le case italiane sono parecchio diverse: strutture, materiali, posizioni… ogni dettaglio modifica come si sente la temperatura dentro. Quando il benessere non arriva, il problema non è quasi mai solo l’aria che si respira, ma anche umidità, ventilazione e come il calore si muove nello spazio.

Comfort e temperatura non vanno sempre a braccetto. La percezione nasce da un intreccio di elementi complessi. Allora, girare la manopola del termostato non basta: serve guardare meglio come l’aria, le superfici e i movimenti d’aria si intrecciano per capire il disagio.

Come l’umidità e la circolazione dell’aria influenzano il comfort

Un parametro da non sottovalutare è l’umidità relativa. L’aria troppo secca fa perdere calore al corpo più rapidamente, e invece di sentirsi sul tepore del termometro, il freddo si fa sentire. Ecco, molti abitanti – soprattutto nelle città italiane – lo capiscono bene quando, in inverno, il riscaldamento asciuga l’aria in casa.

Temperatura ideale in casa ma il disagio resta: ecco le cause di questa sensazione insolita
Un divano con cuscini e coperta, simbolo del comfort domestico spesso non raggiunto nonostante la temperatura ideale. – bisso.it

Altra cosa che va considerata: la ventilazione degli ambienti. Un buon ricambio d’aria evita che si formino zone stagnanti o troppo umide, che amplificano il fastidio. Molte case, specialmente quelle con infissi vecchi o poca coibentazione, soffrono di correnti che non si vorrebbero o – al contrario – di blocchi d’aria fredda. Chi ne sa – tecnici o addetti – dice chiaro che l’aria ferma peggiora la percezione del calore, rendendo fredda una stanza pur con termostato a posto.

E poi c’è la temperatura delle superfici interne. Finestre, pareti e pavimenti freddi sottraggono calore al corpo. Un dettaglio non da poco. Anche come sono disposti i mobili conta: possono bloccare o favorire la diffusione dell’aria calda, modificando l’equilibrio termico.

Le cause strutturali e l’effetto sulla percezione della temperatura

Al cuore del problema, spesso, troviamo l’isolamento termico. Perfino con un termostato che segna la temperatura giusta, il calore se ne va se le pareti o gli infissi sono poco isolati. La dispersione è un vero limite per chi vuole mantenere un clima stabile e confortevole in casa, specie in città come Torino o Roma, dove le costruzioni più vecchie non brillano per efficienza.

Il disagio lo si nota quando spifferi, pareti fredde o umide infastidiscono: fenomeni comuni negli edifici meno recenti sparsi in molte città italiane. La conseguenza? Più riscaldamento e bollette in salita, senza però quel comfort atteso. Una discrepanza – tra la temperatura misurata e quella percepita – che sorprende meno chi lavora nel settore.

Il tipo di impianto fa la sua parte. Un sistema radiante a pavimento ad esempio riscalda in modo diverso rispetto ai radiatori tradizionali. A incidere è anche la capacità di tenere calde le superfici, un aspetto spesso trascurato ma decisivo. E, naturalmente, la luce solare e l’ambiente intorno incidono: un’abitazione nel centro città o in periferia avrà sensazioni differenti anche con condizioni simili.

Cosa significa per chi vive la propria casa ogni giorno

Quando tra temperatura reale e quella percepita esiste un divario, la vita quotidiana ne soffre. Non è solo una questione tecnica: il benessere personale – il riposo, la concentrazione, il tempo trascorso in casa – ne paga il prezzo. Molte persone che accendono il riscaldamento si chiedono se il sistema sia adeguato o se serve altro, magari interventi mirati.

Chi studia l’efficienza energetica dice chiaramente: un ambiente è confortevole solo quando la temperatura percepita coincide con quella voluta, senza sprecare energia o sentirsi a disagio. Ecco perché tante famiglie decidono di investire nell’isolamento, nella regolazione degli impianti o in sistemi di ventilazione più controllata.

Il costo energetico non va dimenticato: una casa che non tiene il calore costringe a consumi più elevati, bollette più alte e – ovvio – più emissioni nell’ambiente. Trovare un comfort stabile significa anche conoscere bene cosa succede dentro le pareti degli edifici.

Come si dice dalle parti di Milano o in altre città, il valore segnalato sul termostato è solo una faccia del problema quando si parla di comfort casalingo in inverno.

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