Un imprevisto sul volo Ryanair da Milano Malpensa verso Brindisi ha fatto parlare di uno dei rischi più sottovalutati: gli oggetti portati in cabina. Nel bagaglio a mano di una passeggera si è rovinata la situazione. Una bomboletta di spray al peperoncino, accidentalmente, è esplosa, scatenando subito irritazioni agli occhi e difficoltà nella respirazione tra i presenti. L’atterraggio è stato regolare, ma l’intervento della polizia si è reso necessario e la donna è stata segnalata per violazione del Codice di navigazione. Ecco perché vale la pena riflettere su cosa si può portare a bordo e cosa no, evitando così rischi inutili e ritardi che nessuno vuole.
Gli oggetti vietati in cabina e il motivo del divieto
Chi viaggia spesso lo sa: certe regole non si possono ignorare. L’incidente evidenzia un principio basilare del trasporto aereo, ossia il divieto di portare in cabina oggetti che possono mettere a rischio la sicurezza. L’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) ha dettato linee chiare. Per esempio, con lo spray al peperoncino c’è un intreccio di norme diverse, che confondono un po’. Da un lato, la capacità massima consentita per aerosol è di 100 millilitri. Spesso però lo spray supera quel limite, anche se non sempre. Dall’altro, però, c’è un blocco netto che proibisce qualunque gas e spray con effetti irritanti o immobilizzanti, senza guardare al volume.

Molti passeggeri – e non solo i più distratti – confondono le regole generali sugli aerosol con quelle più specifiche sugli spray chimici. Quindi, non mancano le sviste e gli errori. Chi si prepara per il viaggio deve fare attenzione a verificare bene cosa portare nel bagaglio a mano, per evitare di attirare l’attenzione delle autorità e – sì – qualche mal di testa in più.
Una panoramica sui divieti nel bagaglio a mano
Parlando di divieti, la lista Enac è lunga e dettagliata. Ci sono ovviamente le armi da fuoco, senza sconti, comprese quelle giocattolo che sembrano vere. E poi gli strumenti da offesa, come fionde, archi, balestre e catapulte, che proprio non passano. Non mancano dispositivi che stordiscono, come taser e manganelli elettrici, insieme a tutte le sostanze chimiche pericolose o immobilizzanti. Le armi bianche, invece, sono regolamentate con rigore: coltelli e forbici con lame oltre i 6 cm e altri oggetti appuntiti non sono graditi. Anche gli strumenti da lavoro – pensiamo a trapani, seghe, cacciaviti – non ci vanno giù. Infine, addirittura, materiale esplosivo o infiammabile come munizioni, fuochi d’artificio e ordigni sono espressamente esclusi.
Un dettaglio che spesso passa inosservato riguarda gli oggetti Lag: liquidi, aerosol e gel di uso quotidiano, ad esempio profumi, deodoranti, creme, bevande e dentifrici. Sono ammessi solo se contenuti in recipienti di massimo 100 millilitri, messi in buste trasparenti e richiudibili, dalla capacità complessiva di un litro. Così si agilizzano i controlli, senza rallentare troppo i flussi all’aeroporto. Le compagnie low cost come Ryanair seguono esattamente le stesse regole, uniformando le procedure sugli scali italiani.
Insomma, i controlli sugli oggetti in cabina non sono una formalità. Servono davvero per evitare situazioni pericolose e garantire un viaggio più sereno. Ciò che è successo sul volo da Milano al Sud Italia lo conferma bene. Se si vuole viaggiare senza sorprese, conviene preparare il bagaglio con cura, tenendo in mente le norme e i possibili rischi.
