Colesterolo nel sangue: guida completa per interpretare i valori e capire i risultati degli esami

Colesterolo nel sangue: guida completa per interpretare i valori e capire i risultati degli esami

Lorenzo Fogli

Gennaio 16, 2026

Ogni giorno, senza che ci siano segnali evidenti, tante persone convivono con livelli alti di colesterolo. Quella sostanza che – silenziosa – agisce nelle arterie, aumentando il rischio di problemi al cuore. Da nord a sud, in Italia, il fenomeno riguarda soprattutto gli adulti fra i 35 e i 74 anni. Solo dopo anni, a volte, emergono le complicanze. Insomma, il colesterolo è un tema caldo per la salute cardiovascolare, e capire come funziona e gestirlo può fare la differenza.

Che cos’è il colesterolo e perché assume un ruolo fondamentale

Il colesterolo, se ci pensi, è un grasso che circola nel sangue. Lo produce quasi tutto il fegato, anche se ne portiamo dentro un po’ con la tavola. Spesso lo etichettiamo come nemico, ma svolge pure compiti indispensabili: aiuta a costruire le membrane cellulari, sostiene la sintesi degli ormoni e partecipa alla produzione di vitamina D, importante per le ossa.

Colesterolo nel sangue: guida completa per interpretare i valori e capire i risultati degli esami
Provette da laboratorio per analisi del sangue. Utili per controllare il colesterolo, fattore chiave nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. – bisso.it

Lo troviamo in due forme principali: il colesterolo LDL, quello che chiamiamo “cattivo”, e il colesterolo HDL, invece considerato “buono”. L’LDL, se in eccesso, resta incastrato nelle pareti delle arterie, formando placche che rallentano il flusso del sangue. Così aumenta la possibilità di infarti e ictus. L’HDL, al contrario, lavora rimuovendo l’eccesso, riducendo i danni potenziali.

Il rapporto tra LDL e HDL fa la differenza: più LDL e meno HDL, più alto il rischio per il cuore. Per questo, controllare periodicamente i valori di colesterolo nel sangue è una buona idea, quasi un’abitudine da non trascurare.

Come interpretare i valori del colesterolo e cosa significano

Quando fai l’esame del sangue – chiamato profilo lipidico – puoi vedere quanto colesterolo totale hai, proprio come le frazioni di HDL e LDL, insieme ai trigliceridi. Questi numeri, lontano dall’essere freddi, aiutano a capire il rischio di malattie cardiache.

Di solito si considera accettabile un colesterolo totale che stia tra 120 e 220 mg/dl. L’LDL dovrebbe essere tra 70 e 180 mg/dl, mentre l’HDL normale si aggira fra 40 e 80 mg/dl. Quando il totale supera i 200 mg/dl, molti medici iniziano a pensare a un’ipercolesterolemia.

Mica si può guardare solo ai numeri fissi: età, sesso, stile di vita, problemi con cui convivi – sono tutti dettagli che influenzano come leggere i risultati. Nel mucchio, il dato più seguito resta il livello di LDL, perché troppo alto tende a favorire le placche arteriose.

Un particolare che resta spesso sottovalutato riguarda l’HDL. Valori molto alti non garantiscono sempre una protezione: a volte, specie per cause genetiche o metaboliche, l’aumento anomalo di HDL non fa il lavoro che dovrebbe – e allora serve guardare più a fondo.

Per fare una valutazione più completa del rischio, si usano anche indici che mettono a confronto LDL e HDL. Se sono sotto 5 per gli uomini, e sotto 4,5 per le donne, puoi stare abbastanza tranquillo. Un altro dato interessante, il colesterolo non-HDL, considera tutte le particelle che possono contribuire all’aterosclerosi, offrendo un quadro più ampio.

Cosa fare per mantenere il colesterolo sotto controllo

Seguire uno stile di vita diverso: questo è il primo passo che ti viene consigliato. Smettere di fumare, tenere a bada il peso, muoversi con una certa regolarità e mangiare cibi ricchi di fibre ma poveri di grassi saturi sono mosse efficaci. Così si abbassano i livelli di LDL mentre si favorisce l’HDL.

In città, dove la vita è frenetica, spesso si tende a trascurare la costanza. La prevenzione, invece, chiede un impegno a lungo termine, con controlli regolari che aiutano a cogliere subito eventuali segnali d’allarme. Anche chi ha una tendenza familiare lo sa bene: così si possono evitare problemi più grossi, prima che diventino concreti.

Quando però la sola dieta e l’attività fisica non bastano, lo specialista può pensare a farmaci come le statine o a integratori mirati. Ma la base resta il monitoraggio continuo: solo così si interviene in tempo e con precisione.

Crescere nella consapevolezza comune – sul colesterolo e i suoi rischi – è un passaggio complesso, ma necessario. Negli ultimi anni, in Italia, si nota un progressivo interesse verso abitudini più sane e controlli periodici. Così si riesce, piano piano, a ridurre l’impatto delle malattie cardiovascolari, una delle cause di morte più frequenti nel nostro Paese.

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