Boom di novità 2026: agevolazioni BISSO aggiornate, benefici attivi e modalità di accesso ai vantaggi oggi

Boom di novità 2026: agevolazioni BISSO aggiornate, benefici attivi e modalità di accesso ai vantaggi oggi

Lorenzo Fogli

Gennaio 17, 2026

Le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 non si limitano a confermare o cancellare vecchi bonus: il sistema di agevolazioni fiscali e incentivi cambia volto, specialmente per famiglie, lavoratrici, figli e persone in condizioni di fragilità. Il fulcro ora è l’ISEE, che diventa il metro principale per indirizzare i sostegni. Dalle parti di Roma così come in altre città, si cerca di adattare meglio le risorse alle reali necessità sociali e lavorative, mettendo mano anche a prassi consolidatesi nel tempo.

Chi abita in grandi città o in aree meno servite dal punto di vista dei servizi spesso si trova spaesato davanti al mosaico di misure a disposizione. Non bastano i numeri o le aliquote di detrazione: servono chiarezza su requisiti, tempi e modalità per fare domanda, che cambiano tra amministrazioni e categorie. Ecco perché molti finiscono per perdere dettagli importanti, non seguendo con costanza i cambiamenti nelle normative.

La situazione peggiora un po’ fuori dai grandi centri: in quelle zone dove le procedure burocratiche rallentano i tempi di accesso ai bonus. Passare attraverso l’aggiornamento dell’ISEE, rispettare i nuovi limiti di reddito e le scadenze riviste, diventa impegnativo. Chi vive nelle metropoli può percepire diversamente queste variazioni rispetto a chi abita in paesi di poche migliaia di abitanti, dove spesso la burocrazia pesa maggiormente, traducendosi in attese più lunghe e passaggi complicati.

Le misure dedicate a lavoratrici, famiglie e genitori

Se state pensando a un bonus una tantum per le donne lavoratrici, sappiate che la Legge di Bilancio non lo prevede: al contrario, punta su un pacchetto strutturato, con incentivi chiamati a durare nel tempo. Tra questi, spiccano quelli sulla maternità e sulle assunzioni al femminile, con una deduzione fiscale che può arrivare fino al 130% del costo sostenuto. Curioso è il ritorno degli incentivi specifici per i giovani e le donne assunti, validi per tutto il 2026, però ottenibili solo dietro una richiesta esplicita del datore di lavoro attraverso le procedure INPS.

Boom di novità 2026: agevolazioni BISSO aggiornate, benefici attivi e modalità di accesso ai vantaggi oggi
Blocchi colorati a rappresentare il supporto a famiglie, lavoratrici, figli, con ISEE metro principale delle agevolazioni. – bisso.it

Il bonus nuovi nati rimane in piedi, erogando un contributo una tantum da mille euro per ogni figlio nato o adottato dal 2025 in avanti, a patto che l’ISEE minorenni non superi i 40.000 euro. Importante il dettaglio dei 120 giorni entro cui va fatta domanda dopo la nascita o l’adozione – non una scadenza da sottovalutare. Anche il bonus asilo nido continua a sostenere le famiglie con bimbi piccoli: l’ammontare, che oscilla tra 1.500 e 3.600 euro all’anno, si basa sull’ISEE. Si può usare sia per pagare le rette sia per assistenza a domicilio, qualora ci siano patologie croniche gravi.

Il bonus mamme lavoratrici cresce, passando da 40 a 60 euro al mese per chi ha almeno due figli e dichiara un reddito entro i 40.000 euro annui. La novità è che viene erogato direttamente e senza bisogno di fare richiesta: se ne occupa il datore di lavoro, sempre tramite l’INPS. La legge ha poi allungato la possibilità di fruire del congedo parentale fino ai 14 anni del bambino e raddoppiato i giorni di permesso per la malattia dei figli. Cambiamenti che parlano alla vita di famiglie meno agiate o con situazioni lavorative precarie, specie nelle zone fuori dalle grandi città.

Incentivi per la casa, servizi essenziali e istruzione: conferme e tagli

Nel settore casa e utenze, alcune agevolazioni restano salde, mentre altre si arricchiscono di novità. Il bonus bollette, ad esempio, è confermato come misura una tantum da 200 euro per chi ha un ISEE fino a 25.000 euro. La cifra arriva con lo sconto in bolletta, ma solo a chi ha presentato la dichiarazione sostitutiva unica che certifica il reddito. Per gli elettrodomestici, c’è un voucher che copre fino al 30% del costo, con soglie più alte per chi guadagna di meno: le scadenze e la documentazione, però – come spesso succede – richiedono attenzione e precisione.

Nel campo delle ristrutturazioni si prosegue con i classici bonus per lavori e acquisto mobili: detrazione al 50% o 36%, a seconda dell’intervento. Un particolare interessante? Conservarsi bene le fatture e i documenti serve, perché il recupero avviene in dichiarazione dei redditi, senza dover presentare domande in anticipo. Difficile, ma non impossibile.

Dal lato istruzione, sono stati messi a disposizione 20 milioni di euro per un fondo che aiuta le famiglie con ISEE fino a 30.000 euro a comprare libri scolastici. È previsto anche un voucher fino a 1.500 euro per studenti di scuole secondarie paritarie, anche se – diciamo – i decreti che ne disciplinano l’erogazione sono ancora in attesa di uscire.

Tra i tagli segnaliamo la scadenza del Superbonus 110%, valido solo nelle aree colpite da terremoti, salvo proroghe limitate. Meno fortunato il bonus al 75% per le barriere architettoniche, non rinnovato. Impatto diretto su tanti progetti di restauro e rinnovamento, che devono ora fare i conti con una legislazione più stringente nel settore edilizio.

Come accedere ai bonus e i nuovi strumenti di sostegno sociale

Le modalità per accedere ai bonus variano parecchio, in base alla misura e al tipo di richiedente. Per molti incentivi legati all’ISEE aggiornato serve che il documento sia valido. Alcuni, come lo sconto sulle bollette o la Carta “Dedicata a Te”, arrivano automaticamente. Altri – pensiamo al bonus nascita o asilo nido – devono essere richiesti entro tempi precisi, tramite l’INPS.

Spesso dimenticati, invece, sono i bonus fiscali per ristrutturazioni e acquisti: qui non serve una domanda preventiva, ma bisogna avere tutta la documentazione e le prove di pagamento tracciate, da esibire nella dichiarazione dei redditi. Negli incentivi per assunzioni e sostegni alle madri, invece, spetta al datore di lavoro gestire tutto via INPS, senza disturbo per la lavoratrice.

La legge stanzia anche nuovi fondi per categorie specifiche: genitori separati o divorziati, caregiver familiari. Questi ancora aspettano i decreti attuativi, ma già segnano una nuova attenzione verso chi vive condizioni di cambiamento abitativo e sociale. Aggiunta di 20 euro al mese per alcune pensioni in difficoltà economica: una cosa piccola, ma che fa la differenza per chi si trova in difficoltà.

Per quanto riguarda gli affitti brevi, la soglia che identifica l’attività d’impresa scende da cinque a tre immobili. La flat tax al 15% resta per lavoratori autonomi con redditi alti. Cambiamenti da tenere d’occhio perché toccano più settori e incidono sul potere d’acquisto già sotto pressione per molte famiglie in Italia.

Insomma, la riforma del 2026 disegna un welfare più mirato, con regole più precise e meno dispersive. Una realtà con cui chiunque si trova a fare i conti, tra scadenze da rispettare, procedure da seguire e nuovi criteri a cui adattarsi in un sistema che non è mai fermo.

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