Superbonus lavoro confermato nel 2026: come funziona, per quali assunzioni spetta

Superbonus lavoro confermato nel 2026: come funziona, per quali assunzioni spetta

Franco Vallesi

Gennaio 17, 2026

Tra i temi caldi del dibattito sulle politiche del lavoro in Italia spicca il Superbonus lavoro, un incentivo fiscale che continua a interessare aziende di ogni tipo e dimensione. Nel 2026, la misura resta attiva, offrendo la possibilità di detrarre fino a 130% delle spese sulle nuove assunzioni. La ragione alla base? Cercare di rafforzare un mercato del lavoro tutt’altro che solido, sostenendo contratti stabili a tempo indeterminato. Ma attenzione: non basta fare nuove assunzioni. Il beneficio si applica solo se c’è un aumento reale dell’organico rispetto all’anno precedente, un dettaglio che – chi conosce il mondo imprenditoriale italiano – sa bene quanto possa pesare.

A proposito di proroghe, quella che estende il Superbonus fino al 2027 ne conferma l’importanza crescente, pur imponendo condizioni stringenti da rispettare. Il vantaggio riguarda tutte le imprese, a prescindere dal settore o dalla forma giuridica, purché rispettino i requisiti richiesti. Dalle parti di Roma – e non solo – si attende ora il varo delle procedure ufficiali per la presentazione delle domande. Le modalità? Dipenderanno dai decreti attuativi ancora in fase di preparazione, quindi si resta in stand-by.

Come funziona il superbonus lavoro e chi può beneficiarne

Bando agli equivoci: il Superbonus lavoro è una deduzione fiscale calcolata su IRES e IRPEF, che consente ai datori recuperare una cifra superiore alla spesa sostenuta per assunzioni a tempo indeterminato. Di norma, la deduzione copre il 120% del costo, e arriva fino al 130% per i lavoratori appartenenti a categorie protette, come definiti dall’aggiornamento normativo del 2023. L’obiettivo? Spingere verso la stabilizzazione, soprattutto quando si trasforma un contratto a termine in uno stabile.

Superbonus lavoro confermato nel 2026: come funziona, per quali assunzioni spetta
Banchette da 500 e 200 euro mostrano il valore degli incentivi fiscali, legati al Superbonus lavoro per le imprese. – bisso.it

Il bonus è aperto a tutti gli operatori economici: professionisti, titolari di partita IVA, cooperative, società di capitali e di persone. Non è roba solo per i grandi nomi; pure le imprese individuali ci trovano spazio. Ma ecco il punto: serve un incremento netto del personale a tempo indeterminato rispetto all’anno precedente. Un taglio più selettivo, se si pensa agli incentivi del passato.

Chi, da quelle parti, segue il mercato del lavoro sa che ogni anno va fatto il confronto tra organici: per il 2026 il numero dei dipendenti deve salire rispetto al 2025, senza scuse. Solo così il bonus scatta. Serve, insomma, per evitare abusi e garantire una vera crescita occupazionale. Nel frattempo, il decreto di giugno 2024 ha fissato qualche dettaglio sul calcolo degli acconti fiscali, ma – finché i decreti attuativi non vedono la luce – restano punti da chiarire sull’applicazione pratica.

I requisiti e le esclusioni per l’accesso al bonus

Tra le condizioni basilari per accedere al Superbonus spicca la presenza di un contratto a tempo indeterminato o la conversione da un contratto a termine. Poi un dettaglio non da poco: il lavoro deve essere svolto in Italia. Chiaro segnale che l’iniziativa punta a sostenere il mercato del lavoro locale, mica altro. Alcune forme di assunzione restano escluse: contratti temporanei e situazioni dove non c’è aumento dell’organico sono fuori dal gioco.

Il beneficio non vale neppure per chi riceve altri incentivi incompatibili o occupa posizioni escluse dalla normativa attuale. Tra i lavoratori con una tutela particolare ci sono persone con disabilità, coloro impegnati in percorsi di reinserimento sociale e altre categorie riconosciute ufficialmente nel 2023. Un modo per puntellare un bonus calibrato sulle situazioni più delicate.

Più volte, molte aziende hanno segnalato ritardi nell’apertura delle domande. La lentezza nell’approvazione dei decreti attuativi pesa parecchio. È vero che le risorse sono stanziate, ma l’incertezza sulle modalità e i tempi crea difficoltà soprattutto per le piccole realtà, alle prese con una burocrazia tutt’altro che agevole o trasparente.

Un altro nodo da sciogliere riguarda il rapporto tra il Superbonus lavoro e altri incentivi sul mercato occupazionale, come i bonus per donne o giovani under 35, alcuni dei quali – negli ultimi tempi – sono stati sospesi o modificati. Insomma, il Superbonus resta una delle poche certezze su cui tante aziende puntano per rafforzare stabilmente i propri organici nel medio termine.

L’universo delle agevolazioni fiscali appare sempre più complesso, con un equilibrio delicato fra incentivi e controlli. Non è un caso se – fra chi studia il mercato da vicino – è considerato un elemento chiave per tracciare le strategie occupazionali del 2024 e oltre.

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