Prepara il portafoglio: i rimborsi automatici sulle bollette stanno per arrivare nelle case

Prepara il portafoglio: i rimborsi automatici sulle bollette stanno per arrivare nelle case

Matteo Casini

Gennaio 20, 2026

Dal 1° gennaio 2026, qualcosa di nuovo si è introdotto nelle bollette di luce e gas per milioni di italiani: un sistema pensato proprio per far arrivare più velocemente i rimborsi quando le compagnie si fanno attendere o non rispondono come dovrebbero. Le famiglie e le piccole attività, insomma, non dovranno più arrancare tra moduli complicati o interminabili attese. Il rimborso automatico ora garantisce un accredito diretto sulla bolletta: basta aspettare che il periodo stabilito passi senza risposta dai fornitori, e il conto si sistema da solo, senza dover muovere un dito.

L’idea nasce dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, che ha deciso di stravolgere il modo di rapportarsi tra clienti e aziende. Chi abita in città o piccoli comuni l’ha già sperimentato: le difficoltà per ottenere indennizzi, prima un vero rompicapo, stanno diminuendo. Non si tratta solo di un miglioramento tecnico, ma di dare sostanza a un diritto che spesso — diciamolo — veniva ignorato troppo a lungo.

Chi può accedere ai rimborsi e come sono determinati gli importi

Il rimborso automatico riguarda soprattutto utenze domestiche e microimprese, definite secondo parametri precisi dall’Autorità. Per l’energia elettrica, per esempio, il gruppo comprende soprattutto clienti con utenza in bassa tensione: ecco, dentro ci stanno praticamente tutte le case, e poi negozietti, bar, qualche ufficio piccolo. Insomma una fetta di cittadini e realtà imprenditoriali parecchio ampia, anche se spesso passa inosservata.

Prepara il portafoglio: i rimborsi automatici sulle bollette stanno per arrivare nelle case
Banconote da 100 e 500 euro, simbolo del denaro che sarà rimborsato automaticamente sulle bollette dal 2026. – bisso.it

Guardando al gas metano, il sistema si applica a utenze con consumi inferiori ai duecentomila metri cubi standard all’anno. Qui si parla non solo di numerose famiglie, ma anche di piccole attività produttive, quelle di dimensioni contenute. Gli importi del rimborso variano in base al ritardo nella risposta al reclamo: se la mancata comunicazione si prolunga fino al doppio dei tempi definiti, si ottengono trenta euro; se il ritardo supera il doppio ma resta sotto il triplo, la cifra raddoppia a sessanta euro. Un meccanismo a gradini, studiato per calibrare il risarcimento senza lasciare spazio a interpretazioni.

Come funziona il meccanismo automatico di rimborso e le nuove procedure per i reclami

La novità più notevole è la totale automatizzazione del processo: una volta che il consumatore ha presentato il reclamo attraverso i canali ufficiali indicati dal fornitore, non serve fare altro. Spetta all’azienda tenere d’occhio i tempi, e, se non rispettati, azionare il rimborso direttamente in bolletta. Niente più passaggi a vuoto o richieste di conferma.

I rimborsi devono essere erogati entro sei mesi dalla data del reclamo, considerando la complessità delle pratiche senza però far passare settimane inutili. Un aspetto spesso trascurato riguarda i canali per presentare i reclami: ogni fornitore è tenuto a mettere a disposizione almeno tre modalità semplici e distinte, per esempio un numero di telefono dedicato, un’email apposita e un indirizzo postale. C’è chi dice che questo aumenta la trasparenza, e davvero facilita chi abita in zone periferiche o meno servite.

In più, le pagine web delle compagnie devono avere una sezione ben visibile per i reclami, con tutta la documentazione necessaria da scaricare e stampare. Un dettaglio che – come spesso accade – rende tutto il percorso più chiaro e meno faticoso, rispetto a prima. La misura punta a tutelare di più chi paga ogni mese, spostando l’attenzione sulla qualità del servizio e sulle esigenze finali di chi usa quotidianamente luce e gas.

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