L’Assegno di Inclusione 2026 cambia: riduzione del 50% e nuovo incentivo da 500 euro per i beneficiari

L’Assegno di Inclusione 2026 cambia: riduzione del 50% e nuovo incentivo da 500 euro per i beneficiari

Franco Vallesi

Gennaio 21, 2026

Ogni anno, in Italia, sono migliaia le persone che si trovano in difficoltà economica e si affidano a un sostegno pubblico che, diciamolo, diventa un’ancora di salvezza. Con il 2026 alle porte, l’Assegno di Inclusione resta protagonista nella lotta contro la povertà, portando con sé però alcune novità che cambiano non poco come viene erogato e gestito. Si trovano elementi familiari rispetto al passato, certo, ma la trasformazione riguarda soprattutto il modo in cui chi ne beneficia può richiederlo o rinnovarlo. Queste variazioni impattano sulla vita quotidiana di chi ne ha bisogno, ecco perché vale la pena capire bene come funzionano.

Una delle novità più evidenti riguarda la scomparsa della pausa obbligata tra un ciclo e l’altro: chi ha appena finito un periodo di erogazione non dovrà aspettare più un mese prima della nuova richiesta. D’altra parte, proprio per bilanciare questa continuità, il bonus fino a 500 euro, introdotto qualche anno fa per attenuare l’interruzione, è stato eliminato. Va anche detto che la prima mensilità del nuovo ciclo arriverà dimezzata, una cosa che limita subito la liquidità delle famiglie coinvolte. Non cambia molto il profilo dei beneficiari né i requisiti economici, ma chi riceve l’assegno dovrà fare i conti con una gestione dei soldi più attenta e forse complicata.

Destinatari e requisiti economici confermati per il nuovo anno

L’Assegno di Inclusione è pensato per persone in condizioni di vulnerabilità sociale e familiare. Non cambiano i gruppi che ne possono usufruire: ci sono quelli con invalidità civile pari o superiore al 67%, gli anziani over 60, i minori, chi è seguito dai servizi sociali, oltre a chi si prende cura di familiari con disabilità o bambini piccoli. Insomma, resta una misura che punta a chi fatica a trovare altre forme di sostegno.

L’Assegno di Inclusione 2026 cambia: riduzione del 50% e nuovo incentivo da 500 euro per i beneficiari
Un edificio moderno con insegne INPS e AG Logistic, simbolo delle istituzioni centrali per la gestione dei sostegni statali. – bisso.it

Per quanto riguarda i limiti di reddito, non si sono toccati: rimane al centro l’ISEE fissato a 10.140 euro, soglia che indica chi può ambire all’assegno. Il reddito annuo non deve superare i 6.500 euro per la maggior parte dei nuclei familiari, ma c’è una particolare eccezione per i nuclei fatti solo da ultrasettantenni o persone con disabilità grave: in questi casi la soglia sale a 8.190 euro. Non è cosa da poco in alcune zone del Sud o del Centro Italia, dove la popolazione anziana può essere più numerosa.

Da non trascurare nemmeno i requisiti patrimoniali, che restano piuttosto severi. Al di fuori della casa di abitazione, il valore degli immobili non deve superare i 30.000 euro, mentre il patrimonio mobiliare è limitato a 10.000 euro, e si riduce a 6.000 euro per nuclei composti da una sola persona. Questi valori si adeguano in base alla composizione familiare, applicando una scala di equivalenza. Punti come la residenza in grandi città, dove il costo della vita è più alto e le condizioni abitative variano molto, possono influire sulla valutazione dell’accesso all’assegno.

Come cambia il meccanismo di rinnovo e cosa comporta per i beneficiari

Segnaliamo una svolta significativa: il rinnovo dell’Assegno potrà avvenire senza interruzioni. In passato, dopo un primo ciclo di 18 mesi o un secondo di 12, c’era da aspettare almeno un mese prima di presentare una nuova domanda. Ora quella pausa è stata cancellata, e questo può dare un po’ di respiro al bilancio famigliare – soprattutto se la situazione economica è complicata.

Non mancano però effetti ambigui. Il bonus one-off fino a 500 euro, pensato proprio per coprire il periodo senza assegno, non c’è più. Un dettaglio che – specialmente in città – può pesare sulle spese quotidiane, come bollette e generi di prima necessità, se anche poche settimane di ritardo sono un problema.

Anche la prima mensilità dopo il rinnovo porterà con sé un’importante novità: verrà erogata al 50% rispetto al consueto. Risparmiando così la sospensione, si perde però parte della liquidità immediata. L’importo completo arriverà solo con la seconda mensilità del nuovo ciclo. Serve allora prudenza nella gestione di queste risorse, visto che per alcune famiglie l’assegno rappresenta la principale fonte di reddito.

Nel complesso, l’Assegno di Inclusione continua a giocare la sua partita tra sostenibilità economica e bisogno di rispondere ai cittadini più fragili. Ma, come succede spesso – e non solo dalle nostre parti –, restano sfide aperte nel disegno delle politiche assistenziali. È il più esteso strumento anti-povertà in Italia, certo, ma la difficoltà sta nel trovare un equilibrio che tenga conto delle risorse senza dimenticare le situazioni concrete di chi soffre.

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