Quelle piccole particelle bianche che si vedono sui vestiti o tra i capelli spesso sono più di un fastidio estetico. Tante persone, anche se si lavano regolarmente, notano la crescita di forfora. Non sempre dipende da una scarsa pulizia. Anzi, molto spesso il problema nasce da un equilibrio delicato del cuoio capelluto che può essere facilmente compromesso. Colpisce magari chi non ci fa caso, o cambia prodotti senza rendersene conto, peggiorando così lo stato della pelle della testa.
Come nasce la forfora: un problema di infiammazione e non di sporco
Molti pensano che la forfora sia solo una questione di igiene trascurata. E invece no: il vero protagonista è un processo infiammatorio del cuoio capelluto, scatenato dalla crescita eccessiva del fungo Malassezia globosa. Quel microrganismo c’è sempre, sulla pelle, ma talvolta prolifera troppo, accelerando il ricambio cellulare e causando la formazione delle fatidiche squame.Un dettaglio spesso ignorato riguarda l’alterazione del microbioma cutaneo, cioè l’insieme di batteri e funghi che abitano sulla superficie del cuoio capelluto. Quando questo equilibrio si rompe, si hanno infiammazioni e più desquamazione. Per esempio, usare shampoo con solfati – che tolgono troppo sebo naturale – può seccare e indebolire la pelle. Il corpo cerca di compensare producendo più sebo: ecco perché il fungo cresce ancora di più.

Non solo: i residui di balsami, maschere o prodotti per lo styling che non vengono eliminati del tutto modificano spesso il pH della pelle, causando irritazioni. E se abiti in città, magari dove l’aria è secca e i riscaldamenti accesi d’inverno, la situazione diventa ancora più delicata: l’aria secca e i riscaldamenti rendono la pelle più vulnerabile.
Gli errori che peggiorano la forfora senza che te ne accorga
Chi ha la forfora pensa spesso a shampoo aggressivi, pure convinto che siano la soluzione. Ma alla lunga questi prodotti tolgono troppo sebo, provocando un effetto rebound – cioè il corpo produce ancora più sebo, andando a infiammare la zona. Risultato? Più squame e fastidio.
Sul banco degli accusati ci sono anche gel, lacche e shampoo secco. Sono comodi, certo, ma applicarli troppo vicino alle radici o non lavarli via bene può creare strati che soffocano il cuoio capelluto. Il microbioma si altera, la forfora si fa più presente o si aggrava.
Attenzione anche a come lavi i capelli. L’acqua troppo calda e il phon a temperature alte rischiano di seccare e irritare il cuoio capelluto. La pelle, per reazione, produce più sebo, con conseguente aumento della desquamazione.
Non si può dimenticare il peso dello stress. Quando il cortisolo – l’ormone dello stress – resta alto per lungo tempo, cambia la funzione delle ghiandole sebacee e calano le difese naturali della pelle. Così, durante periodi di tensione, la forfora spesso si fa più evidente.
Quando serve una routine più delicata e mirata
Se la forfora non passa pur lavando i capelli spesso o usando prodotti forti, forse stai sbagliando approccio. Anziché peggiorare con lavaggi frequenti, prova a semplificare. Cerca formule che rispettano il naturale equilibrio del cuoio capelluto, niente di più.
Ci sono prodotti specifici che mantengono il film protettivo e aiutano la pelle a respirare meglio. Ecco un consiglio che molti sottovalutano: evita il phon caldo e, quando puoi, asciuga i capelli all’aria, soprattutto d’inverno, nei posti come Milano o Torino dove il freddo è intenso.
Infine un suggerimento quasi “da manuale”, ma poco seguito: gestire lo stress con qualche tecnica di rilassamento può davvero aiutare. In diverse città italiane si sta facendo strada l’idea che il benessere psicofisico giochi un ruolo importante per tenere sotto controllo la forfora, accanto all’uso corretto dei cosmetici.
