Il bagno, si sa, è un ambiente pieno di batteri invisibili all’occhio nudo: uno degli oggetti più spesso dimenticati sotto questo aspetto è lo spazzolino da denti. Lo usiamo ogni giorno in bocca, ma il più delle volte si trascura quanto una pulizia profonda sia necessaria. Le setole, infatti, finiscono per essere un piccolo habitat per microorganismi indesiderati. Non solo a livello orale: la loro presenza può influire anche sul nostro stato generale di salute. Lo spazzolino bagnato, o messo via in modo sbagliato, permette ai batteri di restare vivi per giorni, un dettaglio che quasi nessuno considera. Sciacquarlo solo sotto l’acqua non è mai abbastanza; serve fare un lavoro più accurato e con una certa regolarità.
Alcune ricerche indicano che basta non curare l’igiene dello spazzolino – diciamo una volta a settimana – per ritrovarsi con una carica batterica spiacevole. Tra i nemici più frequenti sulle setole ci sono il Streptococcus mutans e lo Staphylococcus aureus, batteri che possono scatenare infiammazioni oppure fastidi anche seri. Chi vive a Milano o in altre città spesso non pensa che l’aria del bagno, mescolata alla vicinanza di lavabo e water, rende il rischio di contaminazione più elevato. E poi, chi ha mai preso in considerazione che dopo un po’ le setole cambiano forma e si consumano? L’effetto? Una pulizia meno efficace e più sporcizia accumulata. Ogni due-tre mesi, insomma, lo spazzolino va sostituito: è una questione semplice ma che troppo spesso si trascura.
Come ottimizzare la pulizia quotidiana e settimanale dello spazzolino
Uno spazzolino pulito non si ottiene solo sciogliendolo sotto il rubinetto per un attimo. Appena finito di spazzolare, ci sono piccoli accorgimenti da seguire. Le setole, ad esempio, vanno sciacquate con attenzione, togliendo tutto quello che resta di dentifricio o residui di cibo. Una mano – o meglio il pollice – aiuta a strofinare leggermente, così si eliminano anche impurità più ostinate. La posizione in cui si lascia lo spazzolino è un altro punto da non sottovalutare: verticalmente, con le setole in alto, perché l’acqua defluisca senza appoggiarsi nel manico. Se il bagno è umido – come capita spesso in inverno, nelle case del Nord Italia – asciugare bene lo spazzolino diventa ancora più importante per evitare muffe e batteri.

Ultima cosa: non serve coprire sempre lo spazzolino o metterlo in un contenitore chiuso senza aerazione. Un ambiente del genere, al contrario, crea le condizioni perfette per far sopravvivere i microorganismi. Oltre al lavoro quotidiano, una disinfezione più profonda almeno una volta a settimana aiuta parecchio. Non sempre servono prodotti costosi: alcuni rimedi fatti in casa riducono bene la carica batterica, mantenendo sane la bocca e lo spazzolino stesso. Va detto pure che dopo una malattia – sì, pure semplici influenze – la testina o lo spazzolino andrebbero cambiati per non reinfettarsi. Un piccolo gesto, ma davvero utile.
Disinfettanti e metodi pratici per mantenere lo spazzolino igienico
L’acqua corrente la conosciamo tutti, ma per una pulizia più accurata si possono provare varie soluzioni. Una delle più diffuse tra le persone è l’aceto bianco. Basta immergere le setole in una miscela di acqua e aceto per una decina di minuti: i batteri associati a infezioni orali vengono eliminati quasi subito. Anche l’uso di acqua ossigenata al 3% funziona bene: tenere lo spazzolino in ammollo per un quarto d’ora riduce molto la carica microbica. Nei periodi più freddi, quando gli ambienti sono meno areati, questa pratica diventa davvero utile.
Il bicarbonato di sodio, mescolato all’acqua, può fare la sua parte con un trattamento di una quindicina di minuti, anche se non è così potente come gli altri due. Chi si affida a prodotti specifici può scegliere i collutori antibatterici, immergendoci lo spazzolino per un paio di minuti. Però attenzione: queste soluzioni possono consumare più velocemente le setole, un aspetto spesso dimenticato. Una via alternativa, non molto conosciuta, è il detergente per protesi dentali: un bagno breve lì dentro dà un’igienizzazione profonda, ma senza rovinare le setole. Chi usa spazzolini elettrici – ecco, qui serve un’attenzione in più – deve smontare la testina e pulirla separatamente. Il manico, invece, va semplicemente passato con un panno umido per salvaguardare i componenti elettronici. Così, oltre a migliorare l’igiene, si allunga la vita dell’apparecchio.
Consigli per conservare lo spazzolino nel modo più igienico possibile
Dove e come metti lo spazzolino influisce molto sull’igiene. Tenere le setole rivolte verso l’alto sembra una roba scontata, ma serve davvero: l’acqua scende e non si accumula in cima. Mettere un cappuccio o un contenitore chiuso con lo spazzolino ancora bagnato però fa aumentare il rischio che i batteri si moltiplichino. Un dettaglio che passa inosservato: evitare di appoggiare lo spazzolino troppo vicino al lavabo (dalle parti di Torino, ad esempio, lo sanno bene) perché i residui di saponi o detergenti possono contaminarlo e minare la pulizia.
Meglio non avvicinarlo al WC. E anche chiudere il coperchio quando si tira lo sciacquone. Così si limitano quei microrganismi che volano nell’aria, spesso velenosi. Vale per tutta la famiglia: mai far toccare tra loro spazzolini di persone diverse, diminuisce il rischio di virus e batteri. Può sembrare un’ovvietà, ma fidati, fa la differenza. La regola vera? Se questi piccoli passi si seguono con costanza, la salute orale migliora davvero.
Ripetere queste abitudini tutto l’anno può fare la differenza non solo per i denti ma per il corpo intero. Quindi, si tratta di un investimento semplice – che non richiede certo tempo o fatica – ma con grande effetto. Ultimamente sempre più persone, soprattutto in città dove i batteri ambientali spadroneggiano, si stanno rendendo conto di quanto conti, alla fine, un buon spazzolino pulito.
