Il 60% dei giovani preferisce il posto fisso per sicurezza, nonostante il desiderio di cambiamento e autonomia

Il 60% dei giovani preferisce il posto fisso per sicurezza, nonostante il desiderio di cambiamento e autonomia

Franco Vallesi

Gennaio 25, 2026

In un mondo del lavoro che cambia continuamente, molti giovani italiani si trovano davanti a un bivio non semplice: puntare sull’agilità delle startup o affidarsi alla solidità delle aziende tradizionali? La vera questione sta nel confronto tra autonomia e sicurezza. La maggior parte opta per un posto stabile. Magari rinunciando alla flessibilità e all’originalità tipica delle nuove imprese. Questo equilibrio tra innovazione e stabilità definisce come le generazioni più giovani affrontano il debutto nel mercato del lavoro, scegliendo quasi sempre un reddito certo e percorsi meno incerti.

Entrare in una startup vuol dire spesso orari intensi – e una prospettiva lavorativa piena di incognite, con rischi e chance mai bilanciate alla perfezione. Al contrario, le aziende più solide offrono organizzazioni strutturate, benefit tangibili e percorsi di carriera più lineari: elementi che, secondo il 60% dei giovani intervistati, hanno la priorità. Nelle grandi città italiane la tendenza è chiara: tra laureati e diplomati divisi tra centri tecnologici e settori più classici, la stabilità economica pesa più delle novità imprenditoriali in crescita.

Un aspetto che spesso passa inosservato riguarda il modo in cui i giovani vedono il lavoro oggi. Cercano un punto d’incontro tra responsabilità e libertà, con la voglia di certezza nella vita quotidiana. Le startup, seppur terreno fertile per l’innovazione, non trasmettono ancora quella sensazione di sicurezza che tanti associano ai primi anni di carriera — e non è poco.

Il motivo per cui la stabilità attrae più dell’innovazione

Nonostante la crescita delle startup nel nostro Paese, una fetta consistente di giovani continua a preferire strutture aziendali collaudate. Diversi studi mostrano che oltre il 60% sceglie ruoli con reddito fisso, sicurezza e protezioni, come il welfare aziendale. In un contesto economico che rimane spesso instabile a livello globale, diventa ancora più necessario mantenere un equilibrio finanziario prevedibile e una routine lavorativa definita.

Il 60% dei giovani preferisce il posto fisso per sicurezza, nonostante il desiderio di cambiamento e autonomia
Il 60% dei giovani preferisce il posto fisso per sicurezza, nonostante il desiderio di cambiamento e autonomia – bisso.it

Le aziende tradizionali non offrono solo un salario sicuro. Anche percorsi formativi ben organizzati e orari più regolari sono molto apprezzati da chi si affaccia al mondo del lavoro e vuole evitare brutte sorprese. Il desiderio di autonomia c’è, certo, ma si modera davanti alla realtà. Ecco un dato da non sottovalutare: in diverse zone d’Italia, la presenza di startup è quasi insignificante, quindi spesso la scelta aziendale nasce più da bisogno che da vero interesse.

Questa doppia realtà rappresenta una sfida per le imprese: attrarre i giovani richiede un mix tra opportunità di crescita e aspettative di stabilità economica, oltre alla qualità della vita lavorativa. Insomma, le aziende tradizionali giocano ancora un ruolo centrale sul mercato italiano, offrendo un percorso meno rischioso e più lineare per chi lavora.

Come il desiderio di autonomia si realizza dentro e fuori il lavoro

Nonostante prevalgano le scelte di posti di lavoro stabili, tanti giovani cercano di esprimere la propria autonomia, dentro e fuori dall’ufficio. Nel mondo corporate, per esempio, si vedono sempre più pratiche come lo smart working e lo sviluppo di progetti indipendenti — strategie che conciliano sicurezza e flessibilità, ecco.

Di pari passo, cresce l’interesse verso l’imprenditorialità o il freelance, spesso svolti al di fuori degli orari canonici. Questo doppio binario consente di bilanciare esigenze personali e professionali, soprattutto nelle grandi città come Milano, Roma e Torino. Fuori dai grandi centri, la mentalità lavorativa resta più legata a modelli tradizionali.

La ragione? Il tentativo di non rinunciare né alla stabilità né all’espressione personale. Una dinamica che racconta molto sul rapporto di oggi tra giovani e lavoro: sempre meno visto solo come una fonte di reddito, ma come uno strumento che fonde sicurezza economica e realizzazione individuale.

Le aziende capaci di offrire questa doppia opportunità riescono anche a trattenere i talenti più a lungo: un vantaggio concreto in un mercato segnato da una mobilità elevata e da continue ricerche di nuove possibilità. Dettaglio non da poco. Il segnale è chiaro: in Italia il mercato evolve, e startup e imprese tradizionali sono chiamate a trovare un equilibrio per attrarre e mantenere profili qualificati.

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