Nel cuore di Valenza – città nota in tutta Italia per la sua lunga tradizione nella lavorazione dei metalli preziosi – si apre un’opportunità concreta di lavoro. Sono in palio dieci posti per addetti all’oreficeria, rivolti a chi parte da zero, ma ha voglia di imparare sul serio. Spesso la mancanza di esperienza chiude molte porte, specie in questo settore; eppure, qui la formazione diretta sul campo fa la differenza. L’industria orafa, legata da sempre al lusso, cerca infatti operatori attenti ai dettagli e capaci di mantenere standard altissimi.
Lavoro e formazione, il percorso per entrare nel mondo dell’oreficeria
La selezione punta a formare personale in grado di seguire tutte le fasi della creazione di un gioiello: dal montaggio all’assemblaggio, passando per la finitura. Ogni passaggio richiede precisione e rispetto degli standard rigidi. I dieci candidati selezionati affronteranno un corso gratuito di circa 300 ore, distribuite da marzo a maggio, pensato per chi non ha esperienze ma vuole acquisire competenze specifiche. Nel corso sarà spiegato come usare gli strumenti più importanti e le tecniche di lavorazione, senza trascurare la sicurezza sul lavoro – un aspetto non proprio secondario in un ambiente del genere.

Finito il corso, si entrerà in azienda con contratto a tempo determinato, con chance di trasformarlo in un rapporto più stabile. Considerato che in molte zone le opportunità artigianali scarseggiano, è davvero un’occasione da prendere al volo. Lavorare nel lusso vuol dire anche poter sperare in una crescita professionale vera e in una certa tranquillità economica, cosa che oggi – ecco la verità – non è per niente scontata.
Il lavoro? Più di quanto si pensi, si tratta di maneggiare metalli preziosi con estrema cura e gestire con attenzione strumenti specifici: un dettaglio spesso ignorato da chi guarda soltanto il gioiello finito in vetrina. Tra i compiti c’è la garanzia di lavorazioni precise, la custodia delle materie prime e il rispetto delle norme di salute e sicurezza, condizioni imprescindibili per salvaguardare qualità e ambiente di lavoro.
Chi può candidarsi e come presentare la domanda
La selezione è aperta a disoccupati di ogni età, rendendo così più ampia la platea di chi può partecipare. Serve però essere disponibili a lavorare su turni diurni: due fasce orarie ben precise, la mattina (6:00-13:00) e il pomeriggio-sera (14:00-21:00). Questo sistema, anche se impegnativo, regola la produzione in modo efficiente e copre l’attività lungo tutta la giornata.
Non è obbligatorio, ma avere un diploma o una qualifica nel settore – con basi in tecniche come saldatura, smerigliatura o assemblaggio – può aiutare parecchio durante la selezione. Chi conosce anche solo un po’ queste tecniche, imparando sarà più veloce e avrà una base solida per costruirsi una professione migliore.
Le domande vanno spedite via email, allegando il curriculum e scrivendo nell’oggetto “addetti all’oreficeria”. Nell’invio va segnalata anche l’autorizzazione al trattamento dei dati personali, passaggio imprescindibile per gestire tutto correttamente. Se serve, sono disponibili modelli gratuiti per preparare un curriculum efficace, una mano preziosa per farsi notare. Iniziative così – e ce ne sono diverse nell’arco dell’anno – aiutano a colmare il divario fra domanda e offerta nell’artigianato, un settore che cambia sempre, nonostante quello che si pensa.
Chi abita in Piemonte o nelle zone vicine potrà, insomma, trovare in questo progetto un vero punto di partenza verso l’arte orafa: un mestiere con radici forti, ma sempre più alla ricerca di specializzazioni tecniche. Questa strategia – formazione sul campo e inserimento diretto – sembra essere la risposta giusta per adattarsi a un mercato del lavoro in continuo mutamento.
