Si sa, in tante cucine italiane il tagliere in legno non può mancare, eppure quello che spesso si ignora è quanto la pulizia – se fatta male – possa accorciarne la vita e mettere a rischio la sicurezza di ciò che mangiamo. Chi cucina di fretta, magari tra una ricetta e l’altra, tende a prendere scorciatoie, scegliendo metodi che sembrano veloci ma che rischiano di rovinare il legno. Ecco, l’uso sbagliato di detergenti troppo aggressivi o l’idea di metterlo in lavastoviglie è proprio uno di quei “riti” diffusi in città, dove il tempo è sempre un problema. Un racconto comune tra gli esperti: queste abitudini finiscono per compromettere il legno e, anche se non si vede, favoriscono la proliferazione di batteri – invisibili, ma ben presenti.
Il legno, materiale di certo bello ma anche fragile e poroso, richiede attenzioni particolari per evitare guai di igiene. Quando si parla di utensili da cucina, tenere tutto in ordine significa che la manutenzione non può essere presa sotto gamba. Ogni dettaglio conta: dal tipo di detergente a come si regola la temperatura durante il lavaggio. Chi abita in città, soprattutto, nota come basti poco per far comparire crepe e danni – e la cosa brutta è che questo accelera la contaminazione degli alimenti. Ecco perché la pulizia deve essere fatta con più attenzione, non a caso o d’impulso.
Gli errori più comuni che compromettono il tagliere in legno
Primo fra tutti, la lavastoviglie: vera nemica del tagliere. L’altissima temperatura e i detergenti forti fanno a pezzi le fibre del legno piano piano, con deformazioni che si trasformano in micro-fratture. Queste, oltre a rovinare l’aspetto, diventano – senza esagerare – vera e propria tana per i batteri. Molte famiglie, probabilmente senza saperlo, scelgono la via più semplice ma si trovano a scambiare velocità con un rischio per la salute. A peggiorare la situazione, l’antipatico problema dei residui chimici: invisibili, sì – ma capaci di contaminare quel che si cucina subito dopo.

Non solo detergenti: anche l’acqua usata ha la sua parte. Nelle grandi città, come Milano o Roma, l’acqua è spesso dura, cioè piena di minerali che lasciano macchie e fanno deteriorare la superficie del legno. Un problema non trascurabile per chi utilizza ogni giorno il tagliere e vuole che duri. Il vero nodo sta – diciamo così – nella combinazione di fattori ambientali e scelte sbagliate, che a lungo andare generano odori strani e accumulo di sporco difficile da eliminare.
Metodi naturali per una pulizia efficace senza rischi
Chi vuole proteggere il tagliere in legno trova nelle soluzioni naturali un alleato prezioso. Spesso basta poco: acqua calda e limone. Questa coppia semplice funziona da disinfettante naturale senza quei danni prodotti dai detergenti chimici aggressivi. Chi cucina in famiglia spesso opta per questa via – semplice e diretta – perché tiene il legno integerrimo senza rinunciare all’igiene. Il limone, con le sue proprietà naturali, abbassa la carica batterica, mentre l’acqua calda aiuta a sciogliere grasso e residui vari.
Quando sporco e macchie non mollano, si può usare un po’ di bicarbonato di sodio, che fa da abrasivo leggero e assorbe gli odori fastidiosi. Il trucco consiste nello spargere il bicarbonato, versarci sopra un po’ d’acqua calda e strofinare con mezzo limone. Facile e veloce, una pratica diffusa – soprattutto da qualche tempo in Italia e nelle famiglie che tengono alla cucina – e che rende la pulizia del tagliere quasi un gesto quotidiano, sicuro e senza stress. Un dettaglio interessante: l’aumento di chi sceglie metodi naturali, segno che la cura degli utensili non è affatto trascurata, anzi.
