Zanzibar in tutte le stagioni: i luoghi più belli e i consigli per organizzare la vacanza perfetta

Zanzibar in tutte le stagioni: i luoghi più belli e i consigli per organizzare la vacanza perfetta

Lorenzo Fogli

Gennaio 29, 2026

Zanzibar spesso viene etichettata come meta per il turismo di massa. Però l’isola, se ci si addentra un po’, mostra un volto ben diverso. Vicino alle spiagge più affollate, infatti, si nascondono angoli quasi intatti – poco toccati dai turisti – dove ammorbidirsi in un’esperienza autentica. Il Oceano Indiano sfoggia colori accesi, che si fondono con la sabbia chiara delle coste e una vegetazione rigogliosa nell’entroterra. Al centro c’è Stone Town: il nucleo storico con un’atmosfera vissuta, piena di personalità, evidenziata da antichi palazzi e stradine che parlano di secoli passati.

Fare il passaggio da un safari nelle vaste pianure della Tanzania a Zanzibar è come cambiare mondo: dalla frenesia della savana si passa a un ritmo più lento, quasi sospeso, dell’isola. Chi sceglie di restare almeno una settimana può alternare momenti di calma sulle coste orientali a soggiorni nella parte nord, più strutturata per il turismo. Insomma, il tempo giusto per assaporare una varietà paesaggistica e culturale notevole. Chi ha invece più giorni può concedersi fino a quindici, esplorando senza fretta le tante opportunità offerte dall’isola.

Zanzibar: documenti, costi e periodo migliore per il viaggio

Dare uno sguardo ai documenti necessari è il primo passo. Per entrare a Zanzibar serve un visto d’ingresso, ottenibile online diverse settimane prima o direttamente una volta arrivati – anche se, ecco il dettaglio, la seconda opzione può comportare qualche rischio: ritardi, o forse rifiuti. Da un paio d’anni si è aggiunto l’obbligo di una assicurazione di viaggio locale, con copertura sanitaria non inferiore a tre mesi. Meglio farsela prima, per evitare grattacapi al checkpoint.

Zanzibar in tutte le stagioni: i luoghi più belli e i consigli per organizzare la vacanza perfetta
Zanzibar in tutte le stagioni: i luoghi più belli e i consigli per organizzare la vacanza perfetta – bisso.it

Lo scellino tanzaniano è la moneta ufficiale, ma in molte zone turistiche sono comuni dollari e euro. Niente timpani: quasi sempre il resto – attenzione – viene riconsegnato in valuta locale. Sui costi, Zanzibar si allinea piuttosto a standard europei, specialmente per escursioni e transfer, che rappresentano la spesa più significativa. Però, scegliere ristoranti e alloggi più alla mano, frequentati dai residenti, aiuta a mantenere sotto controllo il budget e vivere il posto con più autenticità.

Quando andare? Luglio e agosto sono i mesi top, grazie a un clima essenzialmente asciutto e temperature attorno ai 30 gradi, con umidità bassa. Anche dicembre-febbraio attira molti visitatori, benché il tasso di umidità sia alto e qualche pioggia possa capitare. Da marzo a maggio piove parecchio, ed è il periodo in cui diverse strutture chiudono – un elemento da considerare attentamente al momento di prenotare.

Come muoversi, vaccini e tecnologia sull’isola

Si arriva a Zanzibar atterrando su un aeroporto internazionale ben collegato, con voli diretti da alcune città europee. La distanza da Stone Town è breve; da lì partono i transfer principali verso le mete più gettonate. Una corsa in taxi fino alla capitale costa sui 20 dollari, mentre i prezzi salgono se si punta a località più lontane, tipo Paje o Nungwi. I taxi e i transfer collettivi, prenotabili facilmente tramite hotel o agenzie locali, rimangono le opzioni più pratiche per spostarsi comodamente.

Nessuna vaccinazione obbligatoria per Zanzibar, anche se la presenza di malattie tropicali come la dengue, trasmessa dalle zanzare, impone qualche precauzione. Esiste un vaccino per la dengue, ma l’arma migliore rimane evitare le punture: repellenti, zanzariere – insomma, il solito kit anti-zanzara. La malaria sull’isola è praticamente rara – e questo rassicura –, ma consultare le fonti ufficiali resta la mossa giusta prima di partire.

Un dettaglio spesso trascurato: il fuso orario è lo stesso dell’Italia, il che semplifica la vita a chi deve restare in contatto col Bel Paese. Per la connessione, pur esistendo il roaming, conviene comprare una SIM locale o una eSIM. Quest’ultima opzione permette di attivare il servizio prima di partire, mantenendo il numero italiano senza interruzioni – un vantaggio concreto.

Dove alloggiare e cosa vedere: tra Paje, Nungwi e Stone Town

La scelta della zona per dormire pesa molto sull’esperienza. Paje, sulla costa est, è il paradiso di kitesurfisti e viaggiatori indipendenti; atmosfera rilassata, poche luci ma qualche locale serale. I prezzi sono più contenuti rispetto ad altre aree. Attenzione però alle maree: molto accentuate, a volte impediscono il bagno. Una zona che, diciamo, parla a chi cerca calma e un contatto più autentico con la natura.

Al contrario, Nungwi, sul lato nord, è più turistica e sviluppata. Resort, club sulla spiaggia e tanta gente internazionale: tutto crea un ambiente vivace. Le maree qui sono meno marcate, quindi il mare resta balneabile giorno e notte. È il posto adatto a chi vuole comodità e servizi, anche se perde un po’ quella genuinità che si trova altrove. Insomma, turismo più “di massa” ma gradevole.

Stone Town resta il fulcro culturale da visitare per forza. Il quartiere storico è un mix variegato di influenze arabe, indiane ed europee, visibili in ogni angolo: edifici, mercati, vicoli stretti. Era un tempo una tappa chiave nel commercio di schiavi e merci; oggi invita a perdersi nei suoi dettagli storici e culturali. Un buon modo per chiudere la giornata? Ammirare il tramonto da un rooftop bar, un’esperienza da molti considerata imperdibile.

L’isola è circondata da spiagge di sabbia bianca – tutte bellissime – spesso incorniciate da palme. Molte spiagge hanno barriere coralline raggiungibili in barca, a pochi chilometri da Nungwi: perfette per nuotare a ogni ora. Le escursioni verso le isole minori o parchi naturali ampliano l’offerta per gli amanti della natura: un ambiente vario, ma ancora abbastanza intatto.

Chi ama la buona cucina non può lasciarsi sfuggire un ristorante particolare, nato da un progetto italiano. È su uno scoglio, raggiungibile solo con la bassa marea a piedi o in barca. Con pochi posti a sedere, propone principalmente piatti italiani, una svolta rispetto all’offerta locale più tradizionale.

La gastronomia sull’isola cambia molto da zona a zona: Stone Town offre ristoranti dall’atmosfera più raffinata, mentre sulla costa est si trovano trattorie semplici, economiche. A nord, invece, spopolano locali con cucina fusion. Dunque, le scelte sono tante e adatte a tutte le tasche e gusti.

Zanzibar mescola cultura, natura e svago con grande varietà, e ogni dettaglio fa la differenza: dai documenti ai tempi migliori per andare, fino al luogo da scegliere per dormire. C’è però un aspetto che spesso passa inosservato: la profondità della sua storia e la ricchezza culturale di una comunità che ancora oggi vibra di un’eredità unica in Africa.

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