Ridurre del 30% i consumi elettrici della cucina senza sostituire apparecchiature: cosa comporta davvero

Ridurre del 30% i consumi elettrici della cucina senza sostituire apparecchiature: cosa comporta davvero

Franco Vallesi

Gennaio 30, 2026

In tante case italiane, la cucina si rivela spesso quel luogo dove la bolletta dell’elettricità fa sentire di più la sua voce. Ci sono elettrodomestici usati tutti i giorni che incidono parecchio sul conto finale, arrivando – diciamo – fino al 30% del consumo totale. Frigoriferi, freezer e forni sono i “protagonisti” di questo consumo. Operano sempre, oppure a energie molto alte, e spesso ci si dimentica di quanto conti usare questi apparecchi con un po’ di attenzione. Si parla di centinaia di kilowattora consumati all’anno, in parecchie case. Imparare a gestirli nel modo corretto porta risparmi evidenti, sia sul portafogli che per il pianeta.

Il frigorifero “classico” ha bisogno di energia che varia da 300 a 450 kWh ogni anno, per mantenere freddo in modo costante ed efficiente. Il forno elettrico si aggira invece intorno ai 200 kWh, e spesso lo si usa senza pensarci, magari sprecando corrente. C’è un dettaglio che fa la differenza: la posizione degli elettrodomestici. Quando sono vicino a fonti di calore – come i caloriferi o i fornelli a gas – il compressore deve lavorare di più. Così consuma fino al 10% in più, roba da non sottovalutare. Spostare il frigo in un punto più fresco, invece, aiuta davvero a contenere i consumi e a fare in modo che duri senza perdere efficienza nel tempo.

Guarnizioni alle porte rovinate o troppo ghiaccio dentro al freezer sono altri fattori da considerare: fanno uscire il freddo e sprecare energia. Chi abita in zone collinari – o in quartieri un po’ datati delle città – lo sa bene, soprattutto d’inverno, quando quel freddo da tenere si fa più difficile da conservare. Anche il forno, se usato nella modalità ventilata, riduce i tempi di cottura e permette di spegnerlo qualche minuto prima del previsto, senza ‘regali’ di piatti crudi. Piccoli accorgimenti, si direbbe, ma servono davvero.

Temperature e abitudini che contano davvero

Non basta impostare la temperatura. Bisogna farlo bene. Il frigorifero funziona alla grande se lasciato intorno ai 4 °C. Il freezer, invece, vuole stare vicino ai -18 °C. Più basso non sempre significa meglio, anzi: si spende giusto un sacco di più senza vantaggi reali. Un altro punto spesso ignorato è dove si piazza il frigo o il congelatore. Tenerli lontani da calore – il sole che entra, i caloriferi – può risparmiare fino al 10%. Spesso chi compra si concentra sulla praticità o su come stanno in cucina, ma dimentica il risparmio energetico. Peccato.

Ridurre del 30% i consumi elettrici della cucina senza sostituire apparecchiature: cosa comporta davvero
Ridurre del 30% i consumi elettrici della cucina senza sostituire apparecchiature: cosa comporta davvero – bisso.it

Il forno elettrico, poi, trae un gran vantaggio da quella ventola interna che gira e sparge il calore in modo uniforme: i tempi di cottura si accorciano, quindi si consuma meno energia. Spegnere il forno cinque minuti prima di fine ciclo è un altro buon trucco: il calore residuo fa il resto, il piatto resta buono. Risparmi piccoli ogni volta, ma che sul lungo periodo si sentono, soprattutto in bolletta.

Da non dimenticare anche il tipo di piano cottura. Tra i più performanti, i piani a induzione si distinguono perché trasformano più dell’85% dell’energia in calore utile. Lo scontriamo con il 65% delle resistenze elettriche e il 55% dei fornelli a gas: una differenza tangibile. Soprattutto al Nord, dove costa di più l’energia, con questi numeri si vede proprio la differenza in bolletta. Insomma, un uso consapevole della tecnologia in cucina paga, eccome.

Manutenzione e scelte che fanno la differenza

Uno strato di ghiaccio spesso appena 2 millimetri dentro il freezer dà fastidio anche al portafogli: fa salire i consumi di circa il 30%. Anche filtri sporchi nella cappa o serpentine dietro al frigo piene di polvere lo costringono a faticare di più. Pulire regolarmente e cambiare le guarnizioni rotte da sollievo al dispositivo e si vedono risparmi che si aggirano intorno ai 60 euro l’anno, stando ad alcune stime fatte da utenti in Italia. Dettaglio non da poco, considerando che la manutenzione spesso viene trascurata.

Molti credono che la lavastoviglie assorba più acqua ed energia rispetto al lavaggio a mano. Stranamente, non è così. Un ciclo completo, usando programmi a bassa temperatura e mettendo il carico pieno, consuma circa 9 litri d’acqua, contro i 40 usati a mano. E si può scegliere di farla funzionare la sera o di notte, quando le tariffe sono più basse in parecchie zone d’Italia. Evitare i prelavaggi manuali, dicono gli esperti, può calare il consumo di energia per il lavaggio fino al 15%, una percentuale da tenere a mente.

Chi aggiorna la cucina con elettrodomestici moderni, con etichetta energetica A++ o superiore, vede subito la differenza. Questi apparecchi consumano tra il 25 e il 40% in meno rispetto ai modelli più vecchi. Un investimento che si ripaga in 3-4 anni circa, pure grazie ad incentivi statali che coprono fino al 50% della spesa. Dal punto di vista ambientale, la riduzione delle emissioni di CO2 può arrivare a circa mezzo quintale all’anno per famiglia. Un dato interessante, per riflettere sulle scelte domestiche nel nostro Paese.

Chi si mette davvero a guardare i consumi quando cucina, nota presto come anche l’abitudine più semplice può fare la differenza. Piccoli gesti, quotidiani e ripetuti, hanno un impatto reale sulla bolletta e, perché no, sull’ambiente. E alla fine – diciamolo – è anche una soddisfazione vedere quei numeri che scendono.

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