Chi vuole entrare nel mondo dei consulenti del lavoro sa che il via per presentare le domande all’esame di abilitazione rappresenta un passo cruciale. In un settore dove le regole si modificano spesso, non basta studiare: serve anche muoversi con i tempi giusti, perché solo così si può sperare di ottenere un titolo riconosciuto e regolamentato dal Ministero del Lavoro.
Le prove d’esame e le scadenze da rispettare
Quest’anno, la sessione 2026 si articola in tre momenti distinti: due prove scritte e un esame orale. I test scritti si terranno il 27 e 28 ottobre, presso sedi distribuite in tutto il paese dall’Ispettorato nazionale del lavoro. La prima prova riguarda il diritto del lavoro e la legislazione sociale, mentre la seconda si concentra sul diritto tributario con un taglio pratico e teorico insieme. Ogni test dura sette ore – una maratona. Consentito consultare solo testi normativi non commentati e dizionari autorizzati, un dettaglio che dice molto su quanto serva prepararsi bene e nel modo giusto.

Per partecipare, la domanda va inviata obbligatoriamente online sul portale del Ministero, usando credenziali SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE), che fanno anche da firma digitale. Da segnare in rosso sul calendario la scadenza: 15 settembre, ore 14:00. E attenzione: conta la ricevuta che si ottiene a fine procedura, non quando si inizia a compilare il modulo.
In più, la domanda si accompagna a due pagamenti via PagoPA: una marca da bollo da 16 euro e la tassa di esame da 49,58 euro. Chiudiamo con un particolare interessante – e spesso trascurato –: il vincolo territoriale. La prova va sostenuta nella regione o provincia autonoma di residenza anagrafica al momento della domanda. Non rispettare questa regola significa essere esclusi in automatico, o vedersi annullare la prova. Insomma, un punto delicato da tenere presente quando si compila la domanda.
Molti candidati – soprattutto quelli che si sono trasferiti da poco o risiedono temporaneamente altrove – si trovano incerti su dove iscriversi. E non è solo una questione burocratica: comporta un bel po’ di confusione e qualche grattacapo imprevisto, come dicono quelli che seguono questo percorso da anni.
Requisiti di accesso e caratteristiche della prova orale
Chi intende affrontare l’esame deve possedere titoli di studio riconosciuti dalla normativa in vigore. Rientrano in questa categoria i diplomi di laurea quadriennali del vecchio ordinamento, le lauree triennali e magistrali nelle classi pertinenti alla consulenza del lavoro, insieme a titoli equipollenti o convalidati all’estero. Un altro passaggio da non perdere: completare la pratica professionale con le modalità stabilite dalla legge, o risultare iscritto regolarmente al registro dei praticanti. Tutto questo vale entro la pubblicazione del bando o la scadenza per presentare la domanda.
Le prove orali, che seguono quelle scritte, si dipanano lungo molte tematiche: dalla normativa tributaria fino alla ragioneria. Vengono analizzati con attenzione i costi del lavoro e l’esame del bilancio. Ci sono anche aspetti di diritto privato, pubblico e penale, oltre a elementi sull’ordinamento professionale e la deontologia. Non solo teoria, dunque: si valuta il modo di ragionare e mettere in pratica le conoscenze nel lavoro quotidiano.
Le sedi vengono comunicate in anticipo e fanno fede come notifica ufficiale. Prima dell’esame è frequente fare uso di supporti: software di calcolo e guide aggiornate sulle normative di lavoro e fiscali, sia in digitale che in formato cartaceo. Insomma, un quadro non semplice: chi vuole passare deve impegnarsi a fondo, senza lasciar nulla al caso.
Non va dimenticato di controllare spesso il sito dedicato, perché lì vengono pubblicate tutte le novità o eventuali cambiamenti su sedi, date e modalità. Una buona abitudine per chiunque non vuole farsi trovare impreparato o prendere brutte sorprese.
Come prepararsi e cosa sapere per non perdere l’opportunità
Il percorso per diventare consulente del lavoro richiede una pianificazione precisa di ogni passaggio: la burocrazia ha i suoi tempi e non si possono saltare scadenze. Il 15 settembre per la domanda online e i relativi pagamenti PagoPA non si spostano. Chi si distrae rischia di perdere l’iscrizione, semplice e chiaro.
Non dimentichiamo il vincolo territoriale: la regione scelta per la prova deve coincidere con la residenza anagrafica. Un dettaglio che conta molto, specie per chi è appena cambiato di domicilio o vive lontano dalla sua terra. È un esempio lampante di come la burocrazia – insomma – incida quanto la preparazione tecnica, o forse anche di più.
Per quanto riguarda lo studio, oltre alle normative del lavoro e del diritto tributario, è necessario approfondire l’ordinamento professionale. Consultare testi ufficiali aggiornati e materiali recenti diventa un passo obbligato. Utile anche la pratica con software dedicati per simulare prove e calcolare onorari o imposte.
La realtà delle professioni legate a lavoro e fisco non sta mai ferma: serve aggiornamento continuo e competenze solide. Chi lo sa bene? Gli esperti del settore, che sottolineano come mantenere standard elevati sia sempre una sfida, ma anche una necessità non negoziabile.
